Pro e contro i combustibili fossili

Dai combustibili fossili, petrolio, carbone e gas naturale, proviene la maggior parte dell'energia che utilizziamo attualmente, ma essi presentano vantaggi e svantaggi:

Vantaggi

  • Attualmente sono la fonte di energia più economica ( ma tra i costi non si calcola quasi mai l'impatto ambientale del loro uso)
  • Sono piuttosto facili da trasportare specialmente nel caso del gas naturale
  • Un impianto può servire moltissime persone

Svantaggi

  • Non sono rinnovabili
  • Si trovano soltanto in alcune zone del mondo
  • Emettono sostanze inquinanti durante la combustione, che possono provocare danni alla salute umana e all'ambiente (effetto serra, piogge acide), se superano determinate concentrazioni nell'aria.
  • Gli impianti, le ciminiere, i tralicci hanno un forte impatto sull'ambiente.
  • Determina dipendenza dai Paesi che hanno nel loro sottosuolo il petrolio e potrebbero decidere di non venderlo più o di aumentare notevolmente i prezzi.
  • Le tecnologie moderne permettono di utilizzare le fonti con sempre minori emissioni inquinanti; purtroppo, però, tali tecnologie innovative sono molto costose e non sempre attuabili.
  • Se durante la navigazione delle petroliere si verificano degli incidenti, il petrolio che fuoriesce dai serbatoi può provocare gravi danni agli ecosistemi marini e ai litorali

 



 

Icona iDevice Riflessione

Se l'uso di combustibili fossili è  svantaggioso, perchè si continua a usare così tanto il petrolio?

E' ragionevole che l'Italia faccia ancora un uso modestissimo dell'energia solare?

E' giusto costruire nuovi impianti nucleari per la produzione di energia?

Perchè non usare in modo massiccio le energie alternative?

Icona iDevice Attività di lettura

A proposito di petrolio leggi la seguente lettura:

...e quando il petrolio finirà?

Agli inzi degli anni 70 un gruppo di scienziati del famoso Massachussetts Institute of Tecnology (MIT) di Boston pubblicarono una ricerca che fece scalpore:le riserve mondiali di petrolio saebbero finite entro 30 anni (cioè ai nostri giorni ).

Alla notizia il mondo fu preso dal panico.

Naturalmente quella previsione si basava sulle tecniche di rilevamento e di estrazione e sui giacimenti conosciuti allora. Nuovi giacimenti sono stati scoperti, e tecnologie più raffinate permettono oggi una maggiore resa nell'estrazione e nella produzione di idrocarburi. Stime recenti assicurano che il petrolio durerà ancora 80-100 anni.

Il problema rimane lo stesso però: e dopo? E' necessario sostituire al più presto i combustibili fossili con altre fonti di energia che siano rinnovabili (energia eolica, solare, idrica, ecc. ), per evitare di ritrovarci tra qualche anno senza più una goccia di petrolio per le nostre industrie!

Provate a immaginare di vivere un giorno solo senza energia......non si potrebbe guardare la TV, cucinare, fare la doccia calda, sentire la musica, usare il computer, accendere le luci delle stanze....!!!!!

Quando tutte le risorse energetiche si esauriranno, tutto questo potrebbe accadere. Inoltre non dimentichiamo che la domanda mondiale di energia è in aumento a causa delle nuove esigenze dei paesi in via di sviluppo.

Le risorse rinnovabili offrono poi un'altra serie di vantaggi, come quello di essere in media più facilmente reperibili, ed essere diffuse con maggiore omogeneità: il sole, le acque, il vento sono risorse disponibili un po' dappertutto e che quasi tutte le nazioni sono in grado di sfruttare con le opportune tecnologie.

I giacimenti di petrolio, al contrario sono concentrati in particolari aree: i due terzi della produzione mondiale proviene, per esempio dagli Stati arabi e questo determina una forte dipendenza dei paesi non produttori.

Quando negli anni 70, alla notizia del rapido esaurimento delle riserve, i paesi arabi produttori di petrolio decisero di alzare i prezzi del prezioso liquido, il mondo attraversò una grave crisi economica con pesanti conseguenze sulla vita di tutti i giorni. Il governo italiano ricorse a provvedimenti d'eccezione che sfociarono, nell'inverno del '73, nella cosiddetta "austerity". Il traffico automobilistico fu vietato tutte le domeniche e la gente fu costretta a rispolverare vecchi mezzi di trasporto quasi dimenticati, come la bicicletta e il cavallo. I cittadini furono invitati al risparmio di ogni forma di energia, di cui per la prima volta e con crudezza, fu mostrata la limitata disponibilità.

Quanto detto convinse definitivamente i governi della necessità di cercare strade alternative al petrolio. Oltretutto un ottimo motivo per sostituire il petrolio è costituito dall'enorme costo ambientale della sua lavorazione e del suo consumo. Fenomeni come l'effetto serra, le piogge acide, lo smog cittadino o l'inquinamento da plastica sono riconducibili, direttamente o indirettamente, al consumo di combustibili fossili.

Le risorse rinnovabili offrono invece un'energia pulita in quanto presentano un impatto ambientale bassissimo.

Eppure le fonti di energia rinnovabile coprono appena il 10% del fabbisogno energetico mondiale.

Perchè, alla luce di tutti questi motivi il mondo si ostina ad usare il petrolio? La verità è che il petrolio è diventato indispensabile per una varietà di processi industriali che vanno ben oltre la normale produzione di energia: materie plastiche, fibre sintetiche, prodotti chimici di base sono i derivati più importanti dell'industria petrolchimica. Dovremmo trovare nuovi processi per produrre queste sostanze altrimenti il petrolio un bel giorno finirà lasciandoci in eredità un mondo irrimediabilmente inquinato.

 



Riepiloga i punti salienti della lettura e rifletti per meglio proseguire nell'attività