La destra e la sinistra storica
Il Parlamento approvò la legge delle guarentigie, cioè delle garanzie, a causa dei difficili rapporti fra il Regno d’Italia e il Papato. Essa riconosceva la libertà del papa, assegnava i palazzi del Vaticano e di Castel Gandolfo e gli assegnava una somma annua come risarcimento. Papa pio IX vietò ai cattolici di partecipare alla vita politica italiana e molti di loro obbedirono, e questi non furono rappresentati in Parlamento.
Il Parlamento del Regno d’Italia dopo la formazione della sua unità era formato da due raggruppamenti politici chiamati: Destra e Sinistra storica. Alla Destra appartenevano i seguaci di Cavour, che erano i liberali moderati o conservatori, mentre alla Sinistra appartenevano i democratici, gli ex Mazziniani e gli ex Garibalidini.
La Destra storica governò dal 1861 fino al 1876; essa riuscì a riportare l’equilibrio delle tasse. Nel 1868 fu introdotta la tassa sul macinato e che colpì soprattutto i poveri. La Destra storica diede all’Italia un’unica legislazione, lo statuto Albertino nel 1848, e un sistema amministrativo unitario e si formò un esercito nazionale. La moneta nazionale fu la lira e il sistema metrico decimale fu esteso in tutta Italia.  
Dopo la Destra storica e cioè dal 1876, governò la Sinistra Storica. Il rappresentante più importante fu Agostino Depretis. Egli cercò l’appoggio dei deputati della Destra e lo ottenne tramite accordi politici e favori  in cambio di voti. Questo metodo politico prese il nome di trasformismo e cioè consisteva nel togliere le differenze tra Destra e Sinistra storica. Le realizzazioni più importanti furono: la scuola fu obbligatoria fino ai nove anni di età; la tassa del macinato venne abolita e ci fu una importante riforma elettorale dove poterono votare molte più persone della popolazione maschile adulta.      

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 carlo alberto

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